Una sfogliatella riccia napoletana
Una sfogliatella riccia napoletana. Foto: Saggittarius A · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

A Napoli il dolce non aspetta la fine del pranzo. Si mangia a colazione al banco, si compra la domenica mattina per portarlo a casa di qualcuno, si regala alle feste. Tra le tante specialità, tre raccontano bene la città: la sfogliatella, il babà e la pastiera. Hanno origini diverse e stagioni diverse, ma oggi sono riconosciute ovunque come dolci napoletani. Ecco cosa sapere prima di assaggiarli.

La sfogliatella, riccia o frolla

La sfogliatella esiste in due versioni. La riccia ha la forma di una conchiglia, con una sfoglia croccante fatta di tanti strati sottilissimi che si sbriciolano al primo morso. La frolla ha un involucro liscio e morbido di pasta frolla. Il ripieno è lo stesso: semolino cotto nel latte, ricotta, canditi e un profumo di agrumi e cannella. Va mangiata tiepida, appena sfornata, possibilmente in piedi al banco.

La tradizione ne attribuisce l'origine al monastero di Santa Rosa a Conca dei Marini, in costiera amalfitana, dove secondo la leggenda una suora avrebbe inventato il dolce quasi per caso, con gli avanzi di semola. Da quella ricetta nasce la Santa Rosa, ancora oggi preparata con crema e amarene. In seguito il dolce arrivò a Napoli, dove fu trasformato nella sfogliatella che conosciamo. Le date precise variano a seconda delle fonti, ma il legame con il monastero è riconosciuto da tutti.

Il babà, un dolce arrivato da lontano

Il babà è un dolce di pasta lievitata, soffice e spugnosa, imbevuto di uno sciroppo al rum. La storia più raccontata porta lontano da Napoli: si dice che Stanislao Leszczyński, re polacco in esilio in Lorena, trovasse troppo asciutto un dolce lievitato e decise di bagnarlo con del liquore. Da lì il dolce passò in Francia e poi a Napoli, probabilmente attraverso i cuochi francesi che lavoravano nelle cucine delle famiglie nobili, i cosiddetti monsù.

A Napoli il babà ha trovato casa: si trova in tutte le dimensioni, dal piccolo fungo da passeggio alla grande ciambella da tagliare a fette, a volte farcito con crema e frutta. È diventato così familiare che in dialetto si usa per fare un complimento: dire a qualcuno che è un babà significa che è dolcissimo.

La pastiera, il dolce della Pasqua

La pastiera è la torta delle feste di primavera. Ha un guscio di pasta frolla e un ripieno di grano cotto, ricotta, uova, zucchero, canditi e acqua di fiori d'arancio, che le dà il profumo inconfondibile. In superficie ha le classiche strisce di pasta incrociate. Nelle famiglie napoletane si prepara nei giorni prima di Pasqua, spesso con qualche giorno di anticipo, perché riposata è ancora più buona: ognuno ha la sua ricetta, e su quella della nonna non si discute.

Oggi la pastiera si trova tutto l'anno, ma assaggiarla nel periodo pasquale ha un altro sapore: le vetrine ne sono piene e il profumo dei fiori d'arancio si sente nelle strade.

Gli altri dolci da conoscere

La pasticceria napoletana segue il calendario. Il 19 marzo, per San Giuseppe, arrivano le zeppole, fritte o al forno, con crema pasticcera e amarene. A Natale tornano gli struffoli, palline di pasta fritta con miele e confettini colorati, insieme a roccocò e mostaccioli. Tutto l'anno potete trovare la delizia al limone, nata in costiera, e le graffe, ciambelle fritte e zuccherate. Il consiglio è semplice: fermatevi in una pasticceria di quartiere, guardate cosa ordinano i napoletani e fate lo stesso.

Molti dolci napoletani, come la sfogliatella e la graffa, danno il meglio appena fatti. Se volete portarne qualcuno a casa, scegliete babà e pastiera, che si conservano meglio durante il viaggio.

Se vi trovate a Napoli a dicembre, abbinate gli struffoli a una passeggiata tra i presepi di San Gregorio Armeno. E se la pasticceria vi ha messo appetito, leggete anche l'articolo sulla pizza napoletana.

Una colazione fatta in casa

Alicja House non offre la colazione, ma l'appartamento ha una cucina completa con macchina da caffè, bollitore e frigorifero: il modo ideale per gustare con calma le sfogliatelle comprate la mattina. Siamo a Casoria, a una fermata di treno da Napoli Centrale partendo dalla stazione di Casoria-Afragola, a circa 1,3 km a piedi. Due camere matrimoniali, fino a sei ospiti: scoprite di più nella pagina dell'appartamento.

Una casa alle porte di Napoli

Alicja House è un appartamento a Casoria con due camere matrimoniali, cucina completa e parcheggio gratuito nel cortile, per famiglie e piccoli gruppi fino a 6 ospiti. Napoli Centrale è a una fermata di treno.